
La risposta a questa discutibile scelta viene fatta arrivare da un’altra figura sulla quale il Consiglio del Comune di Reggio dovrà deliberare la cittadinanza onoraria, lo scrittore Roberto Saviano. Dice infatti Saviano: “Ricordarlo, soprattutto in una città del nord, significa dire alla propria cittadinanza: quelle storie, quei fatti ci riguardano. E’ più importante che il suo nome sia qui che in Sicilia”.
E’ attraverso lui e per quello che il suo nome simboleggia che una intera nazione può trovare la forza di opporsi al melanoma della criminalità organizzata, come lui si è opposto al vincolo di sangue e al condizionamento sociale e culturale del sistema mafioso.
Gli estensori della mozione, attraverso questa proposta che riprende il pensiero del Sindaco Delrio su una nuova lotta di liberazione contro la criminalità organizzata e sulla battaglia civile per la legalità, vogliono di fatto invitare a tenere la “guardia alta”, continuare a parlare e a scrivere di mafia e criminalità organizzata. Di farlo in Europa, in Italia, a Reggio Emilia, contro la deriva di chi si nasconde dietro a un muro, a volte fatto di stupidità, a volte di malafede.
Si è appena svolto in città un incontro organizzato dall’associazione Libera con Alberto Spampinato, il fratello di Giovanni, giornalista come tanti altri uccisi dalla mafia perché scomodo, come lo è stato Peppino Impastato, giullare al servizio della libera informazione che trova in Italia ancora troppi ostacoli.
I Consiglieri concludono la loro mozione affermando quindi che questa proposta non è una semplice intitolazione alla memoria ma la riparazione di tutti ad un torto subito, pericoloso quando sono i simboli ad essere messi in discussione.
Si facciano insieme questi ed altri ancora “100 passi”.
(Gruppo Partito democratico, Consiglio comunale di Reggio Emilia)

