
«Abbiamo bisogno di una riforma fiscale che avvantaggi i lavoratori e pensionati e favorisca il sostegno alle famiglie – ha proseguito Falcone – A livello locale chiediamo ai Comuni di assumere il parametro familiare nella definizione delle imposte e tariffe, tenendo conto della crisi economica e dell’esigenza di aiutare i cassintegrati, disoccupati di lunga durata, famiglie con il mutuo sulla casa. Gli amministratori locali devono aprire un confronto sulle macchine comunali e sulla struttura dei bilanci, non più adeguati a soddisfare bisogni molto diversi rispetto agli anni scorsi. Dobbiamo riformare il welfare partendo da criteri completamente nuovi e concertati con il sindacato. Oggi bisogna dare priorità assoluta e risorse agli interventi che – ha concluso il segretario della Cisl modenese – possono aiutare la ripresa economica, rilanciare i consumi, sostenere le famiglie in difficoltà, tutelare il potere d’acquisto dei lavoratori e pensionati».
Al convegno è intervenuto anche Maurizio Petriccioli, della segreteria nazionale Cisl, che ha chiesto l’incremento della lotta all’evasione fiscale, lo spostamento del peso fiscale sulle grandi rendite finanziarie («ma senza colpire i piccoli risparmiatori»!), un nuovo assegno familiare unico per lavoratori dipendenti e autonomi, tarato sul reddito familiare e sull’ampiezza della famiglia. «Avvertiamo l’esigenza di costruire alleanze per definire il nuovo patto fiscale – ha detto Petriccioli – Ai banchieri diciamo che non possono continuare a fare quello che facevano prima; è necessario cambiare le regole, le banche devono sostenere le famiglie e il lavoro. Dobbiamo superare gli egoismi e sviluppare una nuova solidarietà tra cittadini affinché non accada, come ora, – ha concluso il segretario confederale Cisl – che Paperino paghi più tasse di Paperone».

