
La Regione e le sue società partecipate devono scegliere gli amministratori, secondo il principio della qualità e del curriculum, più che dell’appartenenza partitica, onde evitare di vedere incapaci ricoprire ruoli di primaria importanza. Il risanamento della Regione quindi deve passare anche attraverso la riduzione dei costi della pubblica amministrazione. Oggi abbiamo troppe poltrone e allo stesso tempo sono troppo costose e spesso insignificanti ai fini dello sviluppo del territorio. Bisogna tagliare-ridurre il costo complessivo della politica per destinare le risorse recuperate al sostegno delle imprese, al fine di favorire sviluppo e occupazione, fermando, così, la continua e attualmente inarrestabile disoccupazione e crisi economica.
La contraddizione della Regione Emilia Romagna è quella di essere una delle Regioni con il più alto tasso di pressione fiscale e contestualmente una di quelle in cui vengono erogati meno servizi. Va ritrovato l’equilibrio sotto tutti i punti di vista. Mentre si chiedono sacrifici ai cittadini e si aumentano le tasse per coprire la spesa pubblica, nei palazzi del potere “Rosso” gli sprechi sono all’ordine del giorno.
(Candidato Consigliere della Regione dell’Emilia Romagna “Mauro Guandalini” Lega Nord di Bologna)

