
Chiave di lettura di “Compianto”, liberamente ispirato a “Compianto-vita” di Davide Rondoni. “Si tratta di un doloroso percorso di discesa nella profondità dell’uomo, del suo male di vivere, nel naufragare misero di ogni razionale o irrazionale certezza, qui, fino alla perdita della fede e della speranza, fino all’inerzia di un corpo morto. Ma proprio da questa immobilità, apparentemente senza luce, dal lucido e crudele aprire gli occhi su una vita irrimediabilmente senza speranza, proprio da qui, arriva una luce nuova, una fede capace di trasformare ciò che è così doloroso dire. Una fede che tiene saldi e consola, perchè viene a noi da una figura immensamente sollecita e pietosa, una figura dolorosa ma insieme piena di luce, così fragile ed autorevole: Maria.
Il viaggio inizia con l’incontro in Santa Maria della Vita a Bologna con il Compianto di Niccolò dell’Arca, il gruppo scultoreo quattrocentesco di sei figure piangenti intorno al corpo morto del Cristo, a grandezza naturale. Maria di Cleofa, la Maddalena, Giovanni, la Madonna, Giuseppe d’Arimatea e Maria Salomè. Queste figure, investite da un dolore indicibile, annichilite e squassate da un vento folle che le fa gridare, sono paradigma di ogni male di vivere, di ogni sconfitta. Durante la rappresentazione, il coro ed il violino suggeriranno la presenza inquietante e provocatoria del Compianto, dando voce a quel “pianto corale” più volte citato dall’autore, prestando voce al gruppo “squassato” da un dolore che annienta, tanto violento da parere una esagerazione furibonda, ma che in relazione al testo poetico contemporaneo diviene personificazione dell’uomo rinchiuso nelle fragilissime certezze della vita. I brani corali spaziano dal medioevo (Kyrie, Ognun m’entenda, Voi che amate lo Criatore, Deus ti salvet) al rinascimento (So ben mi c’ha bon tempo, Cristo al morir tendea, Regina Coeli) al contemporaneo con tre brani composti appositamente per lo spettacolo da Francesco Germini (Tenebrae factae sunct, Deus Deus meus, Et inclinato). La musica, il canto, la gestualità e la narrazione sono scelti qui per tutto il loro valore di suggestione e di comunicazione privilegiata del sentimento.
Ercole Leurini, Francesco Germini e Annalisa Vandelli

