
Si può dire che il patàca sia un Bertoldo emiliano o romagnolo rivisitato, che ripercorre i caratteri profondi delle nostre genti e delle nostre terre. Patàca, ovviamente, nella doppia accezione del termine romagnolo: lo sciocco, il rozzo villano di un tempo, che si rivela poi arguto nel cogliere il senso pratico della vita e nel mettere alla berlina il vuoto linguaggio del potere, uscendone come protagonista critico e in fondo sapiente, di una sapienza popolare condivisa, oggi come 400 anni fa.
I fatti evéri (alla romagnola: fatti veri mai successi) raccontati da Ivano Marescotti riflettono una categoria fondamentale dell’esistenza. “Chi siamo, da dove veniamo, dove andiamo?”: a queste domande fondamentali sulla ricerca del senso profondo della vita, i grandi poeti, in sintonia con la zdóra di Bagnacavallo, rispondono con un’altra greve e impegnativa domanda: “Che si fa da mangiare stasera?”, gravida di senso filosofico e artistico. Perché è dal particolare che si evince il generale, è nella banalità della vita quotidiana che si coglie e si vive il respiro universale dell’arte, della poesia, del senso profondo delle cose e della vita di ogni individuo.
I biglietti potranno essere acquistati da oggi, giorno precedente ogni spettacolo.
Per informazioni: Fondazione di Vignola.

