
“La situazione nella struttura – sottolinea in una nota il Garante Desi Bruno – è ormai di costante tensione, a seguito dell’entrata in vigore della legge n. 94/2009, che prevede la possibilità di trattenimento al CIE sino a 6 mesi, mentre prima il termine massimo era di 2 mesi, e ciò avviene quando la procedura di espulsione non si realizza per la mancata cooperazione del paese di rimpatrio o per il ritardo nell’ottenimento dei documenti richiesti al paese di provenienza.
Le persone trattenute – sottolinea ancora l’avv. Bruno – considerano un tempo così lungo di permanenza ingiusto perchè priva della libertà personale per un periodo oggi davvero considerevole a causa della mera condizione di irregolarità.

