
Linfa vitale per le coltivazioni agricole nei mesi in cui la pianura sarebbe arida. L’acqua viene prelevata dal Po, grazie agli impianti di sollevamento di Boretto, dall’Enza tramite la traversa di Cerezzola e poi dalla traversa di Castellarano dal Secchia. L’acqua, elemento essenziale per le produzioni agricole che caratterizzano buona parte della pianura. In particolare la si nota, quando la vediamo scorrere copiosa nell’ampia rete di canali irrigui, dislocati nel territorio.
Complessivamente la quantità d’acqua movimentata è pari ad oltre 175 milioni di metri cubi, solo 130 milioni partono dal Po. Nelle tre provincie di Reggio, Modena e Mantova gli ettari irrigabili sono 120 mila. “Per noi è molto importante – aggiunge il presidente del Consorzio di Bonifica Emilia Centrale, Marino Zani – gestire nella maniera più corretta possibile la risorsa acqua, una risorsa preziosa e non infinita”.
“Il nostro personale, attraverso modi di operare sempre più qualificati – aggiunge il direttore Vito Fiordaligi – interviene su tutta la fitta rete di canali gestiti dal Consorzio, al fine di evitare sprechi o utilizzi inappropriati. Un esempio: il 10% di risparmio della risorsa idrica corrisponde a quasi 18 milioni di metri cubi d’acqua su cui contare. “Lo” scorso anno – precisa l’ingegner Paola Zanetti, dirigente del Consorzio – abbiamo avuto 23 mila richieste di interventi irrigui”. “Le operazioni di invaso con prelievo da Po a Boretto – prosegue – sono iniziate già da una settimana: i tecnici della bonifica, anticipando gli interventi hanno potuto godere del livello piuttosto alto del Po che ha consentito utilizzando la naturale gravità. Quelle che riguardano il Secchia sono iniziate, invece, lunedì mattina. Entro la fine della settimana sarà la volta dell’Enza: stanno terminando lavori eseguiti sul canale, finanziati dal Ministero dell’Agricoltura”.
Per ottimizzare la distribuzione dell’acqua irrigua, il Consorzio ha potenziato il servizio di raccolta delle richieste irrigue tramite call center, sms e web. In questo modo – dicono i vertici del Consorzio – riusciamo a gestire in maniera più efficiente la risorsa idrica, in base a dove sono collocati gli appezzamenti dei terreni”. “Tra i nostri primari obiettivi – conclude Zani – vi è quello di garantire alle produzioni agricole, dell’area da noi gestita, l’acqua di cui necessitano: le coltivazioni sono una risorsa del territorio e come tale vanno tutelate con attenzione”.

