
50 le persone identificate, 21 lavoravano in nero, alcuni privi del permesso di soggiorno. Un titolare è stato denunciato. Sono in in corso accertamenti per stabilire la destinazione degli articoli. Gli inquirenti parlano di un mercato parallelo alle produzioni originali. L’imprenditore cinese denunciato intrattiene rapporti professionali con una impresa parmense che risulta avere la licenza del marchio Armani.

