
L’incontro con le associazioni dell’artigianato – al quale ne seguiranno altri con le diverse espressioni del mondo produttivo modenese – rientra nell’iniziativa avviata dalla Provincia di Modena per fare il punto su crisi e occupazione in prossimità della scadenza di decine di accordi aziendali di cassa integrazione straordinaria che interessano oltre ottomila lavoratori del territorio. Accordi rispetto ai quali, ha osservato l’assessore Ori, «il governo non intende concedere proroghe, trasferendoli sulle Regioni e quindi sugli ammortizzatori in deroga. E non confortano le notizie in arrivo dal Parlamento, dove è stata bocciata la proposta bipartisan per il prolungamento della cassa integrazione ordinaria».
Nel condividere le preoccupazioni per l’andamento dell’economia, le associazioni dell’artigianato hanno sottolineato come difendere le piccole e medie imprese significhi difendere l’occupazione.
«Un incontro utile e opportuno – sottolineano Erio Luigi Munari, presidente provinciale Lapam, e Vanni Po, vicepresidente provinciale di Cna – perché la fase critica per le imprese modenesi purtroppo non è ancora terminata. Il calo nelle attività produttive, particolarmente nel settore meccanico, oscilla fra il 30 ed il 70 per cento come testimonia il massiccio il ricorso agli ammortizzatori sociali. «Riteniamo quindi opportuno – continuano i due dirigenti -il rifinanziamento di questi ultimi, considerato che la Cig in deroga, quella che più interessa il mondo dell’artigianato e della piccola impresa, terminerà alla fine dell’anno. Ma riteniamo utile anche la proroga degli ammortizzatori sociali ordinari (cigo e cigs), per consentire alle imprese di maggiore dimensione di fare fronte alla crisi per un ulteriore periodo di tempo. Perché i tempi duri, come dimostrano i numeri, non sono certo alle spalle di imprenditori e lavoratori».

