
Proprio sul tema della posa a terra o sulle strutture edilizie di impianti realizzati per produrre energia per la cessione si è sviluppato un ampio dibattito, con il consigliere Lorenzo Paluan (Carpi a 5 stelle-Rc) che ha chiesto di emendare l’articolo 28 bis, quello appunto da inserire ex novo nel Regolamento, chiedendo di non autorizzare impianti per la produzione e cessione di energia (quindi maggiori di 20 kw) che rendessero non fruibile il terreno sottostante. E dopo che il consigliere Marco Bagnoli (Pd) si è detto soddisfatto dell’ingresso di queste nuove norme nel Regolamento edilizio e della semplificazione di determinati aspetti anche per diminuire il possibile contenzioso il capogruppo PdL Roberto Andreoli ha invece avanzato una serie di domande all’amministrazione su vari argomenti, sottolineando negativamente come in quella stessa seduta fossero in discussione troppi temi di carattere urbanistico “temi complicati e che prevedono tempi e comportamenti diversi, tanto da rendere i professionisti succubi dei tecnici comunali al momento dell’interpretazione…”.
L’assessore Tosi ha replicato ad alcuni dei quesiti posti da Andreoli: al momento del voto dell’emendamento di Paluan al testo del Regolamento (che così recita: “l’impianto di produzione e cessione dell’energia elettrica da collocare sul terreno dovrà perseguire il minimo impatto sul territorio ricorrendo ad impianti che consentano la fruibilità del terreno sottostante utilizzando le migliori tecnologie possibili”) questo è stato approvato da Pd, IdV, Carpi a 5 stelle-Rc, bocciato dai rappresentanti del PdL, mentre si è astenuta la consigliera Francesca Cocozza (Pd). Al momento del voto finale sull’intero Regolamento modificato il risultato del voto è stato lo stesso.

