
“Figura di rivoluzionario impavido e di eroe romantico, Menotti sarebbe diventato nella coscienza degli italiani dell’Ottocento – spiega il Sindaco Campedelli – un grande patriota: fu infatti considerato un precursore dell’intero Risorgimento. Il Risorgimento italiano continua ad essere insegnato nelle scuole della Repubblica e di Menotti si parla ancora, ma certo quei valori di patriottismo e di sacrificio per un ideale non vengono forse più sentiti con la stessa intensità. Crediamo che ricordare questo nostro concittadino illustre sia un modo degno di iniziare le celebrazioni per i 150 anni dell’Unità d’Italia”.
“Il Comune vuole celebrare nel corso del prossimo anno scolastico il 150esimo anniversario dell’Unità d’Italia insieme a tutte le scuole e punta a coinvolgere in modo attivo gli studenti – ricorda invece il Presidente del Consiglio comunale Giovanni Taurasi –: dal prossimo settembre ogni scuola adotterà un monumento cittadino, intendendo questo non solo come qualcosa di esclusivamente materiale, ma come qualsiasi elemento urbano, fisico o simbolico, in grado di evocare una riflessione storica sulla storia risorgimentale e unitaria. I protagonisti saranno i giovani perché sono i cittadini di oggi e di domani. Non vogliamo infatti limitarci a ricordare il passato, ma riflettere sul presente e in qualche modo immaginare il futuro della nostra comunità, con gli italiani di oggi e di domani”.
Ciro Menotti, una biografia
Ciro Menotti, nasce a Migliarina di Carpi il 22 gennaio 1798, come indicato dai registri parrocchiali dei battesimi, da Giuseppe e Anna Bonizzi, genitori anche di Virginio, Virginia, Celeste, Giovanni Battista e Angelo.
Svolge gli studi ginnasiali a Carpi, per poi seguire le orme da imprenditore del padre Giuseppe, “…il vecchio ‘pagliaro’ di Migliarina, operosissimo ed onesto, il quale o l’associava alle proprie imprese commerciali o l’assisteva nelle sue con aiuti materiali e con saggi consigli”. In pochi anni avvia diverse esperienze imprenditoriali a Modena, Saliceto sul Panaro, Casinalbo, nei dintorni di Vignola.
Il 18 giugno 1819 sposa Francesca Moreali, dalla quale ha i figli Achille, Polissena, Massimiliano e Adolfo.
Nel 1826 Ciro si associa all’attività manifatturiera del truciolo del padre, che arriva dare lavoro a più di mille addetti, tra quelli a domicilio e quelli impiegati in fabbrica. A titolo d’esempio della loro fortuna imprenditoriale, rimane la privativa (contratto di esclusiva) concesso dal Podestà del Comune di Carpi ai Menotti riguardo i “miglioramenti da essi introdotti sulle Manifatture de’ Cappelli”.
Durante questi anni Ciro Menotti allaccia rapporti con Antonio Lugli, di trent’anni più grande, vecchio patriota del 1796, rimasto fedele alle idee giacobine.
La notte del 3 febbraio 1831, Ciro Menotti viene circondato nella sua casa di Modena (nell’attuale corso Canalgrande), presenti i liberali di tutta la provincia, e arrestato con essi dopo un breve scontro a fuoco, con l’accusa di aver organizzato la sollevazione popolare che, bloccata a Modena, si stava però spargendo in tutto il Ducato estense, a Parma, Bologna, fino alle Marche e all’Umbria. Alla trama, secondo la vulgata, non era estraneo lo stesso duca Francesco IV che aveva ordinato la cattura di Menotti.
Ciro Menotti venne condotta dal Duca in fuga a Mantova, da dove rientrò solo al ristabilimento dell’ordine. Il 26 maggio 1831 Ciro Menotti venne giustiziato con “pena infame sulla forca”, con Vincenzo Borelli, avvocato modenese, reo di aver scritto la Costituzione del nuovo potere sostitutivo di quello estense.

