
“Quando sono stato arrestato per un paio di anni sono entrato nella cappella del carcere quasi tutti i giorni – ha continuato Occhipinti – Pregavo e chiedevo a Dio di aiutarmi. ad un certo punto mi sono sentito talmente inadeguato, talmente sporco che non ci sono neanche più entrato. Adesso a Dio confido le mie debolezze, non mi vergogno più a chiedergli aiuto, solo che adesso, a differenza di prima, non lo faccio solo per me, ma quasi solo perchi, a causa mia, ancora soffre”.
Ricordando l’incontro avuto in carcere di recente con la giornalista ed il fatto di averle chiesto scusa, Occhipinti ha spiegato che: “con quel gesto avrei voluto, anche se in forma simbolica, che tu ‘portassi’ le mie scuse alla città di Bologna, e quindi anche a chi ho fatto del male… Il male che ho fatto pesa come un macigno nel cuore”.
Fonte: Adnkronos

