
Come ha spiegato Pagani, «la Provincia non esprime giudizi sui Piani comunali ma eventualmente formula riserve come è stato fatto in questo caso. In particolare abbiamo chiesto una serie di prescrizioni a tutela dell’acquifero su fognature e collettamento delle acque reflue, prevedendo il divieto di realizzazione di fondazioni profonde a contatto con il tetto delle ghiaie». Le deduzioni del Comune ai rilievi della Provincia sono contenute nell’atto di approvazione del Consiglio comunale, non ancora pervenuto, e «non è prevista – ha ribadito Pagani – dalle leggi alcuna ulteriore fase istruttoria».
Durante il dibattito Mazzi ha criticato un progetto che «non tiene conto di una serie di criticità che riguardano tutti i cittadini. E alla luce di queste problematiche ambientali la giustificazione della necessità di costruire case popolari appare molto debole. Non sono soddisfatto della risposta perché la Provincia dovrebbe difendere con maggiore forza le proprie idee».
Fausto Cigni (Pd), dopo aver ricordato che «mezzo Villaggio Giardino è costruito su una falda», ha sostenuto che «abbiamo bisogno di alloggi popolari e il Comune non è così pazzo da distruggere il territorio».
Nel corso del Consiglio, Pagani ha risposto a una analoga interpellanza di Mazzi e Giovanna Bertolini (Pdl) sul progetto residenziale nel campo sportivo Cesana ricordando che, in questo caso, la Provincia «ha chiesto una verifica sulla dotazione di verde nella zona, ma la decisione definitiva spetta al Comune». Nel dibattito, Livio Degliesposti (Lega nord) ha affermato che «se il Comune non applica le prescrizioni la Provincia deve ricorre al Tar altrimenti perde credibilità».

