Continuano gli appuntamenti musicali nell’Appennino reggiano della rassegna TraMonti che vede il contributo di ospiti importanti e sonorità provenienti da diversi paesi del mondo, oltre che naturalmente dall’Italia. Il magnifico paesaggio del nostro territorio diventa, così, la scenografia naturale per spettacoli e concerti all’insegna della contaminazione fra generi e culture diverse che arricchiscono le proposte culturali estive della nostra provincia.

La rassegna s’inserisce nelle attività di valorizzazione del territorio della Biennale del Paesaggio ed è organizzata dalla Provincia di Reggio Emilia in collaborazione con la Regione Emilia Romagna, Ater – Associazione Teatrale Emilia Romagna, la Comunità Montana dell’Appennino Reggiano, l’Unione dei Comuni dell’Alto Appennino Reggiano e il Parco Nazionale dell’Appennino Tosco-Emiliano.

Domenica 1 agosto alle ore 21.30 nella bellissima architettura liberty della Centrale Enel di Ligonchio Clara Graziano & il Circo Diatonico dialogheranno con Mario Incudine e Nino Frassica in uno spettacolo ironico e divertente sulle tematiche relative all’acqua e al suo utilizzo dal titolo “L’acqua è poca e la papera non galleggia”. Ma che ci fa Nino Frassica alla diga di Ligonchio? si chiederà il pubblico reggiano. Ma è chiaro, controlla se ancora c’è acqua. La primavera è stata piovosa ma la sete è tanta e allora l’acqua rischia di diventare poca e quando questo succede l’adagio popolare recita: “se l’acqua è poca, la papera non galleggia”.

Nella tradizione è così e allora saranno proprio i detti, le filastrocche e le canzoni popolari dedicate all’acqua il filo conduttore dello spettacolo di Clara Graziano & Circo Diatonico – swing circense, tocco gitano, passi di saltarello – che accoglierà lungo il suo scorrere anche il cuntastorie Mario Incudine e l’istrione Nino Frassica. A goccia a goccia per riempire di note e pensieri la diga di Ligonchio.

Clara Graziano ha origini campane (Aversa) e vive attualmente a Roma. E’ musicista e compositrice, organettista, strumento per il quale ha composto una ricca serie di brani originali, inoltre è autrice del progetto e delle composizioni del Circo Diatonico, ensemble musicale–teatrale che propone un originalissimo repertorio ispirato al mondo del circo e dello spettacolo viaggiante quali metaforiche rappresentazioni del nostro quotidiano, con il quale oltre ad aver realizzato numerosi spettacoli nell’ambito di festival e rassegne, ha partecipato al programma televisivo di RAI 3 “La Banda” condotto da Piero Dorfles.

Tra le diverse esperienze di musica, un posto particolare occupa lo studio dell’organetto e delle forme di musica tradizionale con Ambrogio Sparagna, autore con il quale collabora da anni come musicista e ballerina di danze popolari (tammurriata, saltarello, pizzica) facendo parte dal 1988 della storica orchestra di organetti e percussioni “Bosio Big Band” con la quale ha inciso diversi album.

Conclusasi la precedente esperienza, ha collaborato come musicista e ballerina, a nuovi particolari progetti musicali di spettacolo dal vivo ideati e scritti dallo stesso Sparagna che hanno visto protagonista anche Giovanni Lindo Ferretti. E’ stata musicista dell’Orchestra popolare della Notte della Taranta nelle edizioni 2004-2005-2006. Attualmente, oltre a partecipare ai festival con il suo gruppo “Circo Diatonico”, fa parte dell’Orchestra Popolare Italiana, dell’Orchestra Pizzicata, e del Quintetto formato da quattro donne musiciste e ballerine che accompagnano Sparagna.

In ambito jazzistico, tutt’oggi fa parte dell’interessantissimo progetto musicale “Truffaut” di Rita Marcotulli e ha collaborato con l’Orchestra Mediterranea diretta da Andrea Alberti.

Altre formazioni di musica tradizionali delle quali ha fatto parte, sono “Gli Scariolanti”, (musiche e balli dell’Italia centrale), la Tammurriata di Scafati con la quale ha inciso “’O Vesuvio“, “La Congrega del Tamburo”, le “Donne dell’Harem”, un gruppo di solo donne il cui repertorio era ispirato alla musica della tradizione popolare italiana e di diversi paesi del Mediterraneo. Partecipa alle iniziative del teatro di strada e insegna organetto.

Mario Incudine è considerato dalla critica l’interprete di “un modo nuovo di cantare la Sicilia fra il

cantastorie e il cantautore”, vincitore della decima edizione del Festival della Nuova Canzone Siciliana, è uno dei personaggi più rappresentativi della nuova World music italiana. La sua crescita artistica è stata consacrata dal successo dei suoi primi due album, “Terra” e ” Abballalaluna” oltre che da svariate

collaborazioni con importanti artisti italiani e internazionali, tra cui Simone Cristicchi, Peppe Servillo, Avion Travel, Francesco De Gregori, Lucio Dalla, Hevia, Mario Venuti, Antonella Ruggiero, Nino Frassica, Edoardo De Angelis, Lucilla Galeazzi, Fausta Vetere, Salvatore Bonafede, Moni Ovadia, Marco Zurzolo,

Marzo Betta e Cristina Donà.

Mario Incudine si è esibito nei più prestigiosi festival di world music in Italia, Cina, Marocco, Tunisia, Algeria, Capoverde, Olanda, Francia, Danimarca, Spagna, Portogallo, Inghilterra, Germania, Turchia, Romania, Messico e negli Stati Uniti, partecipando a diversi programmi televisivi di ambito nazionale e internazionale.

Voce solista dell’Orchestra popolare italiana dell’Auditorium del Parco della musica di Roma, diretta da Ambrogio Sparagna con cui ha partecipato alla 60° Edizione del Festival di Sanremo come ospiti di Nino D’Angelo; Incudine è anche direttore della 7LuasOrkestra e direttore di diversi ensemble di musica popolare e dell’Orchestra siciliana. Autore di colonne sonore per il teatro (ha composto le musiche di scena del progetto Scenario Mediterraneo che coinvolge, tra gli altri, Alessandro Haber, Barbara Tabita e Caterina De Regibus, brani che sono raccolti nel cd Altrecorrenti), il cinema e gli spot pubblicitari, il cantautore ennese sta ultimando la pubblicazione di un suo progetto speciale dedicato ai migranti e all’incontro con l’altro.

La centrale Enel di Ligonchio:

La centrale di Ligonchio, realizzata nel 1922, si articola in un imponente corpo di fabbrica lineare contenente le sale macchine, cui si attestano perpendicolarmente edifici minori. L’architettura della centrale è di notevole interesse per i suoi riferimenti eclettici e liberty. Di particolare rilievo i particolari costruttivi e i motivi geometrici delle decorazioni sia dei prospetti che degli interni. Dalla centrale di Ligonchio parte uno dei più suggestivi sentieri escursionistici che consente, addentrandosi nella valle dell’Ozola, la scoperta di risorse ambientali e naturalistiche che caratterizzano la zona di maggior pregio del Parco Nazionale dell’Appennino Tosco Emiliano.