
“Mentre facciamo sentire doverosamente la nostra voce per la donna iraniana Sakineh, condannata ad essere lapidata per adulterio, ogni giorno anche in Italia molte donne, conviventi o fidanzate di islamici, devono subire il supplizio della violenza e delle sopraffazione. I drammatici episodi si sprecano in giro per la penisola e si ripetono con preoccupante frequenza.
Solo nell’ultima settimana in provincia di Brescia una ragazza italiana di 25 anni, è stata picchiata a sangue, con calci e pugni, per poi essere accoltellata all’addome dal fidanzato marocchino di 40 anni. A Treviso una donna italiana di 39 anni, che non voleva convertirsi alla religione musulmana del convivente, per anni ha subito violenze e abusi. A Torino una ragazza di 19 anni, mentre scendeva dall’autobus, è stata colpita al volto da un getto di acido muriatico.
Ho presentato un’interrogazione parlamentare per chiedere al Governo di raccogliere e monitorare, in collaborazione con gli Enti locali, i tanti casi di donne che vivono in Italia, oggetto di violenze in nome di concezioni integraliste, che sono del tutto estranee alla nostra cultura e al nostro ordinamento. I valori e i diritti contenuti nella nostra carta costituzionale devono valere per tutti in Italia. Non possiamo permetterci e non vogliamo che vi siano zone grigie, dove i principi di libertà ed uguaglianza non vengono rispettati”.

