
“Di fronte al mancato mantenimento degli impegni, ci vediamo costretti ancora una volta a tornare in piazza – osserva Franco Giberti, presidente provinciale FAIB-Confesercenti Modena – L’inerzia del Governo prima e le scelte negative e dannose poi per la categoria, dall’esproprio del Fondo Indennizzi dei gestori e delle attività non oil; l’abbandono di quanto pattuito nel Protocollo Scajola; la strenua resistenza delle compagnie petrolifere a riconoscere i diritti e le certezze economiche alle gestioni, senza contare la pressante richiesta da parte di esse nel costringere i gestori a partecipare con il proprio misero margine alla guerra dei prezzi da loro stesse alimentata, hanno contribuito ad una situazione di grave immobilità. Le cui ricadute negative non hanno esitato a manifestarsi anche sul territorio modenese dove attualmente ci sono sette impianti chiusi per la mancanza di ricambio gestionale”.
Tanti, troppi secondo Faib Confesercenti Modena i punti critici per i gestori dei distributori di carburante:
– Intensificazione delle distorsioni del mercato e dello squilibrio dei prezzi tra la rete distributiva ed il circuito extrarete;
– Stravolgimento della normativa di liberalizzazione ex legge 133/2008, che definiva criteri di programmazione della rete in base al principio della tutela del territorio e dell’ambiente;
– Mantenimento delle attuali tariffe dei diritti camerali calcolate su dati discriminanti per il peso delle accise sul fatturato;
– Azzeramento del “bonus” fiscale dal 2011, anche nella versione di validità annuale e non strutturale
– Nessun abbattimento dei costi per l’uso della moneta elettronica per Gestori e consumatori;
– Cassato l’impegno all’inserimento nell’elenco dei lavoratori usuranti;
– Stravolgimento della normativa per favorire l’insediamento di attività commerciali collaterali;
– Stravolgimento delle finalità degli ammortizzatori di sistema (fondo indennizzo dirottato dai gestori a favore dell’industria petrolifera e dei retisti privati);
– Disfacimento degli istituti contrattuali, destrutturazione della contrattazione collettiva e cancellazione della rappresentanza.
Nemmeno l’incontro di mercoledì, 8 settembre scorso, tra i rappresentanti della categoria e il sottosegretario al Ministero dello sviluppo Economico On. Stefano Saglia è servito a sbloccare la situazione. “Il 15, il 16 e il 17 settembre prossimi sciopereremo quindi – ha aggiunto Giberti – per manifestare la nostra contrarietà all’azione di governo e per opporci al disegno di legge che toglie ai gestori, non da ai cittadini e arricchisce le compagnie petrolifere. Oneri e costi, che Governo e compagnie continuano a scaricare sulla categoria, sono sempre più pesanti; come del resto tutte quelle iniziative protese a marginalizzare sempre di più al figura del gestore come lo sviluppo dei ‘ghost’, lo sviluppo eccessivo del self service e la precarizzazione dei contratti”.

