Dal 9 settembre al 3 ottobre 2010 presso il Palazzo Casotti di Reggio Emilia, verrà presentata la mostra Roberta Crocioni. La luce dell’ombra.

Roberta Crocioni porta avanti, da trent’anni ormai, il suo personale “elogio della pittura”, nella fedeltà ai suoi strumenti e ai suoi valori, anche e soprattutto etici. Lo fa in dipinti che ripropongono angoli di stanze e di atelier abitati dalle umili cose quotidiane (cinture, nastri, lettere, fascicoli di carte, giochi dell’infanzia, fiori solitari, oggetti che fuoriescono da una borsa o da una scatola, una cornetta del telefono o un filo lasciati soli) che accompagnano la nostra esistenza, abbandonate al loro destino, finché uno sguardo stupefatto si ferma su di loro.

Assumono, nelle sue opere, dipinte all’acquarello o alla tempera, il volto di una porzione di mondo “altro”, in cui è stato sradicato tutto ciò che è superfluo per fare respirare la poesia, e solo resta il palpito di una visione che davanti a noi si dà con la leggerezza del volo di una farfalla. Roberta Crocioni arriva a questi esiti in virtù di scelte precise adottate nel suo fare pittura: la rigorosa semplificazione del veduto; il ricorso a sorvegliate geometrie di angoli visuali e di ombre portate, che talvolta si fanno vertigine dello sguardo, come se Roberta stesse inoltrandosi nei territori dell’astrazione (Soqquadro, Fughe e geometrie, Sfuggendo), e che irrompono dall’esterno a segmentare la visione, a spegnere qualche enfasi del colore o a esaltare certi rapporti tonali; la presenza di luci che vengono dall’altrove a rischiarare una parte di queste scene vagamente claustrofobiche, e che contendono la scena a un’ombra che da qualche lato s’avanza e non raramente diventa un bosco di cupezze.

Le stesure che meticolosamente l’artista ha sovrapposto, l’una sull’altra, danno vita a una materia pittorica impalpabile come una visione, pulviscolo di atomi di colore che paiono sul punto di dissolversi, di fluire e di perdersi nei vapori dell’aria: nel bellissimo J.L.Borges, esercizio di ammirazione, la riproduzione pittorica del ritratto fotografico dello scrittore giovane, stampato sul cofanetto del volume de “I Meridiani” a lui dedicato, pare uscito dalla selva dell’ombra che ancora ghermisce altri libri e che senza soluzione di continuità diventa luce in primo piano.

La mostra di Palazzo Casotti conferma questa intensità della visione pittorica, che peraltro non potrebbe darsi senza un profondo retroterra di pensiero: gli stessi titoli, frequentemente declinati al gerundio, rivelano l’attitudine mentale di chi sta guardando e ricreando una scena; Errando e Esitando sono un’esplicita riflessione sulla pratica e sulla solitudine in cui si dà dipingere; il ricorso a citazioni di frammenti di un dipinto “altro”, come nello splendido I vuoti dell’ombra, in cui, entro il sapiente digradare dei toni, s’erge un’opera di Goya, indicano una pista di lettura e di riflessione sull’opera. Ogni lavoro in mostra ci conferma che Roberta Crocioni pensa e pratica la pittura come strumento capace di dare voce ai sentimenti, di raffigurare le solitudini e i silenzi “necessari”, mettendo sulla stessa lunghezza d’onda e fondendo ciò che se ne sta fuori, davanti ai nostri occhi, e ciò che palpita dentro di noi.

ROBERTA CROCIONI. La luce dell’ombra Dal 9 settembre al 3 ottobre 2010 – Reggio Emilia – Palazzo Casotti, Piazza Casotti. Orari di apertura: dal martedì al venerdì: dalle 16.00 alle 19.00, sabato e domenica: dalle 10.00 alle 13.00 e dalle 16.00 alle 19.00. Ingresso libero. Inaugurazione: Giovedì 9 settembre 2010, ore 18.00. Informazioni: Palazzo Magnani tel. 0522 444408 www.palazzomagnani.it