Proposte e informazioni frammentate e non integrate, bacini turistici di prossimità, mancanza di collegamenti tematici fra le diverse attrazioni turistiche presenti sul territorio. Queste alcune delle criticità messe in luce dalla ricerca eseguita dall’Unione Bassa Reggiana per la valorizzazione del territorio.
Accanto ai punti sensibili, la ricerca ha accostato, mettendole in luce, le grandi potenzialità del territorio della Bassa, che insieme al turismo fluviale vede cultura, prodotti tipici ed un territorio che ha molto da dire sul fronte dell’ecologia e del turismo didattico e che vanta un’ospitalità dai tratti inconfondibilmente emiliani.
Cosa manca dunque per far decollare il prodotto turistico di questa caratteristica area della provincia? Da un lato un sistema di promozione territoriale integrato e coordinato che superi localismi e campanilismo, dall’altra una serie di interventi strutturali utili a potenziare e supportare l’offerta turistica. Da queste esigenze nasce il piano di marketing territoriale della Bassa Reggiana.
“Fare turismo significa fare economia, fare business, incrementare, cioè, la ricchezza di un territorio – ha affermato Massimo Gazza, a cui l’Unione dei Comuni Bassa Reggiana ha affidato la delega al turismo e alla promozione di territorio e cultura -. Nell’ultimo decennio le diverse amministrazioni del territorio hanno compiuto sforzo concettuali ed economici, prodotto investimenti (un esempio per tutti: la pista ciclabile lungo il Po), abbozzato politiche turistiche. Tuttavia qualcosa è mancato. Lacune da rintracciare nell’assenza di una reale organicità e coralità della proposta turistica tra le diverse amministrazioni del distretto, quasi a rievocare un campanilismo ampiamente superato in tutti i settori della pubblica amministrazione, ma ancora ben presente proprio laddove è fattore che inibisce qualsiasi possibilità di affermazione dei nostri comuni”.
I singoli comuni possono ancora sperare di avere successo nella corsa alla promozione del territorio?
“Assolutamente no – ribadisce deciso il Sindaco di Boretto -. I nostri competitor sono agguerriti e con dimensionamenti fisici e d’investimento ben maggiori delle nostre singole realtà. La strada da intraprendere, dunque, è una e solo una: quella del sistema della Bassa reggiana. Con grande maturità tutti gli otto comuni del distretto hanno aderito alla proposta di centralizzare all’Unione dei Comuni (organismo territoriale, ancora una volta, oggi imprescindibile) le politiche turistiche e della promozione del territorio”.
Quale dunque il ruolo dell’Unione?
“Al pubblico spetta il coordinamento e l’impostazione strategica, al privato la capacità imprenditoriale di fare impresa turistica. Così lo sviluppo turistico della Bassa Reggiana deve avvalersi di un mix di fattori trainanti e deve vedere co-protagonisti i diversi attori pubblici e privati che insistono sul territorio. Al cuore del piano turistico al quale l’Unione dei Comuni sta lavorando c’è un’attenta analisi delle potenzialità e delle soluzioni per metterle a regime”.
La qualità dell’accoglienza e della logistica giocano un ruolo fondamentale in questa sfida che attende la Bassa reggiana.
“Il ‘prodotto turistico’ va confezionato tenendo conto di tutte le eccellenze della nostra area – precisa Massimo Gazza -, siano esse monumentali e artistiche, enogastronomiche e sportive, culturali e storiche. Un sistema composito e complesso che unisca nell’offerta tutto il territorio.Il Po resta la principale risorsa turistica della Bassa Reggiana che andrà a valorizzarsi in modo significativo quando si costruirà il macroprodotto interregionale del suo bacino fluviale e dell’entroterra che si trova a ridosso dei comuni rivieraschi”.
Quali sono i punti nevralgici del piano di marketing territoriale?
“Compattezza territoriale è la parola chiave che si cela dietro il piano di promozione che abbiamo in mente. Un principio che verte sulla messa in rete di diverse tipologie di offerta e sull’indubbia necessità di questo territorio di fare sistema potenziando al massimo le numerose eccellenze che abbiamo a disposizione per agevolare la crescita turistica ed economica della Bassa reggiana. Creazione di infrastrutture, potenziamento del turismo scolastico, dei musei tematici e degli itinerari culturali trasversali, qualificazione del sistema di accoglienza, risanamento del Po e qualificazione delle aree golenali. L’obiettivo è quello di andare verso il concetto ‘slow’, puntando al massimo sul turismo esperienziale applicato anche alle realtà culturali che offre questo territorio. Il tutto supportato e rinvigorito da una comunicazione attenta alle necessità del turista: immagine unica e riconoscibile e strumenti (cartacei e interattivi) utili al facile reperimento di informazioni e contenuti”.

