
I Vigarani, famiglia di artisti nati a Reggio Emilia e attivi nel Ducato di Modena e nella Parigi del Seicento, rappresentano un singolare caso di continuità espressiva e di ingegno per quasi tutto l’arco del secolo. In particolare, Gaspare (1588-1663), definito “ingegnere idraulico, architetto militare, trattatista, urbanista, architetto di chiese e ville, scrittore di chiromanzia, macchinista e scenotecnico”, coniuga una poliedricità di interessi, genio creativo e capacità tecniche per le quali, su invito del cardinale Mazarino, si trasferirà a Parigi con i figli Carlo (1623-1713, modenese di nascita) e Ludovico, portando la fama e le esperienze della corte estense alla corte del re Sole.
Carlo Vigarani sarà l’erede e il continuatore dell’opera paterna. Stabilitosi definitivamente alla corte di Luigi XIV, dal quale è nominato “Intendant des machines et plaisirs du Roi, inventeur et conducteur des machines, intendant des machines des théâtres, ballets et fêtes royales”, fonda, insieme a Jean Baptiste Lully, “l’Académie Royale de musique et danse” dalla quale deriverà l’Opéra di Parigi. Dalla piccola Modena alla grande Parigi si celebrano fasti religiosi e politici con l’allestimento di magniloquenti spettacoli, giostre e tornei, nei quali Gaspare e Carlo esprimono il meglio della loro arte e scienza: un’attività all’insegna dell’effimero che ha purtroppo lasciato poche testimonianze nelle architetture e negli archivi.
Il volume che si presenta in biblioteca raccoglie gli atti e i contributi dei partecipanti all’omonimo Convegno internazionale del 2005, che ebbe una sessione italiana a Reggio Emilia, Modena, Fiorano Modenese e Sassuolo e una sessione francese a Versailles.

