
«Abbiamo ribadito più volte – ricorda Vaccari – che l’incenerimento rappresenta il punto finale di una strategia equilibrata di smaltimento che vede al centro la raccolta differenziata e ha l’obiettivo di non aprire nuove discariche. Il termovalorizzatore deve servire a bruciare in primo luogo i rifiuti urbani e una quota di speciali, i rifiuti industriali non pericolosi, che può rispondere meglio alle esigenze delle nostre imprese. In questo senso – spiega l’assessore all’Ambiente – abbiamo autorizzato l’aumento degli speciali (da 30 a 45 mila tonnellate all’anno) e la prossima primavera, dopo aver raccolto i pareri del Comune di Modena e di Arpa, valuteremo un eventuale aggiornamento, anche a fronte di un miglioramento della gestione ambientale dell’impianto sulla base dell’esperienza del primo anno di rodaggio. Ma sempre entro il limite delle 240 mila tonnellate all’anno».

