
Anche quest’anno s’annuncia per Halloween un “business stregato”: tra dolcetti, cioccolata, zucche, costumi si supererà abbondantemente i 400 milioni di euro. Ma non sarà un affare per gli agricoltori, nonostante una crescita tra il 3 e il 5 per cento delle vendite di zucche. I prezzi sui campi, infatti, sono rimasti, salvo rare eccezioni, stabili rispetto al 2009. Cosi gli oltre 10 milioni di appassionati di questa festa “importata” in quanto di origine anglosassone (l’80 per cento dei ‘cultori’ sono bambini), si troveranno a spendere trascinati dai consumi di un fenomeno commerciale che negli anni è entrato prepotentemente nel nostro costume.
La zucca – sottolinea la Cia reggiana – è di origine americana. Insieme alla patata e al pomodoro, è stato uno dei primi ortaggi importati dopo la scoperta dell’America. La coltivazione nazionale copre complessivamente una superficie di duemila ettari di terreno. Essi si trovano in Lombardia (Mantova, Cremona, Brescia), in Emilia-Romagna (Ferrara), in Veneto (Venezia) e nella Campania. Sono prodotti destinati al consumo alimentare, ma negli ultimi anni è cresciuta la coltivazione di varietà di zucche a scopi ornamentali (possono pesare anche dai 300 ai 400 chili), vendute soprattutto per la festa di Halloween.
La zucca – riporta la Cia – ha un elevato contenuto d’acqua (94 per cento). E’ buono il contenuto di vitamina A (carotene) e di alcuni sali minerali (fosforo in particolare), discreto quello delle vitamine B, C e di potassio. Ha un buon potere glucidico e notevole è anche la presenza di fibre.


