
Di lui hanno detto che, in scena, dimostra di essere l’erede naturale di Eduardo De Filippo.
I suoi lavori degli ultimi anni –tutti tesi ad indagare e rendere al meglio la grande drammaturgia napoletana- hanno ricevuto importanti premi e riconoscimenti e lo hanno condotto nell’Olimpo dei grandi del palcoscenico italiano. Geppy Gleijeses, oggi, ha scelto di continuare sulla strada partenopea e lo ha fatto tornando alle origini, a quell’Eduardo Scarpetta che riformò il teatro comico, dando vita al borghesuccio Felice Sciosciammocca. Al suo fianco, in questa nuova avventura, Lello Arena, un comico che è maturato negli anni di lavoro accanto prima a Troisi, poi a De Caro e infine percorrendo strade autonome, Marianella Bargilli, nei panni della moglie esasperata e Margherita di Rauso che dà vita ad una prorompente Emma Carcioff.
Divertentissima la trama: dall’ennesima lite tra coniugi, questa volta dovuta alla rottura di uno scaldaletto, si scatenerà il finimondo: Amalia e Felice, dopo aver rincorso il comune amico Gaetano Papocchia in teatro, per convincerlo a testimoniare ognuno a suo favore, finiranno addirittura in tribunale, dove l’improbabile avvocato Raganelli contribuirà al più totale delirio con la sua celeberrima, dislessica e disastrosa arringa conclusiva.

