“ModenaFiere è una società controllata da BolognaFiere, che possiede il 51% del capitale sociale, mentre il Comune, la Provincia e la Camera di Commercio di Modena detengono ciascuno il 14,6% delle quote e ProMo il restante 5%. Se esiste un problema, tutti i soci devono farsene carico e quelli di maggioranza non possono chiedere di più a quelli di minoranza e poi chiamarsi fuori”.
Il sindaco di Modena Giorgio Pighi risponde così alle osservazioni formulate dal presidente di BolognaFiere Fabio Roversi Monaco sulla stampa locale di oggi.
“Mi sembrano errati sia i modi che i contenuti, anche perché attraverso le proprie istituzioni Modena lavora da tempo per il rilancio della sua fiera”, precisa il sindaco. “Quando la società ha avanzato la richiesta di rinnovo della concessione del quartiere fieristico, il Comune, che è proprietario del complesso immobiliare, ha comunicato la propria disponibilità, chiedendo che fossero concordati un progetto di investimento pluriennale sulle strutture, condiviso e formalizzato, e l’impegno ad operare per un concreto rilancio delle attività”.
L’accordo raggiunto, accettato dalla società e dal suo socio di maggioranza, prevedeva, oltre alla sottoscrizione di un protocollo di intesa per il rilancio del quartiere, il rinnovo della concessione del quartiere fieristico a ModenaFiere dal 2009 per un periodo di dieci anni. In sostituzione del pagamento del canone di concessione al Comune proprietario, la società si impegnava ad effettuare gli investimenti e le manutenzioni straordinarie necessarie.
“Nel 2005 fu la stessa BolognaFiere a proporre che fossero rese disponibili risorse economiche e finanziarie a favore della società, pro quota da parte di tutti i soci, al fine di favorire la concretizzazione di nuove opportunità di sviluppo della fiera modenese”, prosegue Pighi. “L’aumento di capitale, realizzatosi nel 2008, non è stato sottoscritto solo da BolognaFiere, ma anche dai soci modenesi, che vi hanno partecipato per la loro quota versando complessivamente 735 mila euro. Se, come afferma Roversi Monaco, il disavanzo tendenziale di ModenaFiere per il 2010 è di 300 mila euro, non si comprende perché se ne dovrebbero fare carico solo le istituzioni modenesi. Il problema – conclude il sindaco – non è che cosa fa Modena per Bologna, ma come dare forza a un’alleanza strategica in grado creare un sistema fieristico regionale a beneficio dei territori”.

