Approfondita e ricca di spunti di riflessione, la conferenza sulle strutture idrauliche dellaTerramara Santa Rosa, che si è tenuta giovedì sera a Poviglio. Incontro inserito all’interno del programma della Settimana della Preistoria e della Protostoria dell’Emilia Romagna in cui si è svolta la XVI Riunione Scientifica dell’Istituto Italiano di Preistoria e Protostoria.

“L’occasione per fare un focus sul lavoro di ricerca che coinvolge le Terramare e sul rapporto tra Santa Rosa e la conoscenza complessiva del sistema terramaricolo- lo ha definito l’Assessore alla Cultura Filippo Ferrari, che ha sottolineato il forte legame tra l’Amministrazione Comunale e gli enti che da oltre 20 anni consentono la prosecuzione della ricerca sul sito archeologico di Fodico.

Anche se quella di Poviglio rimane purtroppo un’eccezione, poiché – come appreso dalle parole della Dott.ssa Maria Bernabò Brea della Soprintendenza Archeologica e Direttrice del Museo Archeologico Nazionale di Parma – “in nessun altro luogo della nostra regione le operazioni di scavo vengono fatte con sistematicità seguendo un filone di ricerca. Nella maggior parte dei casi – ha precisato con rammarico la Bernabò Brea – si tratta di indagini fatte a seguito di scoperte fortuite”.

Il tema della conferenza

Nel corso della serata la Dott.ssa Chiara Pizzi e il Prof. Mauro Cremaschi del Dipartimento di Scienze della Terra dell’Università di Milano hanno illustrato al pubblico le specificità del complesso sistema idraulico della società terramaricola di Fodico.

Fossato, pozzi, canali e canalette che avevano una funzione di sussistenza come ad esempio la coltivazione dei campi. Le indagini sulle risorse idriche, che innalzano le conoscenze della comunità scientifica sul grado di organizzazione della civiltà terramaricola, si intrecciano con altri importanti aspetti, come ad esempio la sfera cultuale e religiosa o la storia del territorio medio-padano: episodi climatici, alluvioni, il percorso dei corsi d’acqua.

Una delle interessanti considerazioni fatte a seguito delle ultime ricerche (che hanno visto anche la collaborazione dell’Istituto di Geofisica) riguarda infatti una sempre minore disponibilità idrica (dovuta all’abbassamento delle falde acquifere) tra il Bronzo Medio e il Bronzo Recente che potrebbe aver determinato una fase di siccità, che è anche una delle possibili concause con cui gli studiosi spiegano l’implosione della società terramaricola.