
I vincitori del concorso, che ha portato a Modena 51 giovani creativi internazionali, sono lo svedese Nicholas Cheng, la padovana Sara Boschello e il team veneziano di “Design in gabbia”. I premi e le menzioni speciali sono stati attribuiti dalla giuria presieduta dal designer Dodo Arslan e composta da Michele Zini, Adam Somlai-Fischer, Fhilippe Nigro e Elena Santi.
Una contaminazione tra arte, architettura e artigianato che indaga il lato emozionale degli oggetti è al centro della ricerca di Nicholas Cheng, a cui è andato il primo premio. Cheng ha esposto “Childhood memories”, un insieme di oggetti da scrittura realizzati in gusci di uova pressati, “150 ml”, set di tazze dalle forme variegate ma di uguale capienza e “The weight of light”, lampada da tavolo che cambia posizione a seconda dei contrappesi che le vengono applicati.
La libreria “3 deep”, grazie a cui Sara Boschello ha guadagnato il secondo premio, è composta da moduli scorrevoli che permettono di giocare con i volumi e adattare il mobile a qualsiasi ambiente. “L’unione tra progetto e meta progetto, ovvero la capacità di ottenere un buon risultato di design attraverso un buon progetto sociale” è stato invece il punto vincente di “Design in gabbia”, set di borse, grembiuli, puff e accessori da parete in cotone realizzati insieme ai detenuti del carcere maschile di Santa Maria Maggiore a Venezia. Il team composto da Anthony Knight, studio Imegadito, Raffaella Brunzin e cooperativa sociale Rio terà dei pensieri si è aggiudicato il terzo premio del concorso.
Tra le menzioni speciali, il riconoscimento per la moda è andato alla modenese Nicoletta Di Gaetano, creatrice di borse e accessori. Gaetano Di Gregorio, autore di vasi in porcellana realizzati con tecniche sperimentali, ha ottenuto na menzione per il product design e il laboratorio Rural Factory con i suoi stencil ispirati all’arte islamica ha vinto la menzione per l’interior design.


