Sono tantissime le prenotazioni che in pochi giorni sono arrivate alla Segreteria organizzativa della Biennale del Paesaggio per la presentazione in prima nazionale del documentario di Alessadro Scillitani “Case abbandonate” che avrà luogo giovedì prossimo 2 dicembre al Cinema Al Corso a Reggio Emilia.
I posti disponibili per la proiezione delle ore 20.30 si sono in breve tempo tutti esauriti attraverso le prenotazioni telefoniche e via mail; gli organizzatori hanno così pensato di programmare una seconda proiezione alle ore 22.30 per rispondere alle tantissime richieste che ancora stanno arrivando.
Il documentario vede la regia di Alessandro Scillitani in una co-produzione dalla Biennale del Paesaggio della Provincia di Reggio Emilia e di Fragola Film di Mirella Gazzotti.
La proiezione del filmato sarà preceduta da un’introduzione della Presidente della Provincia di Reggio Emilia Sonia Masini. Il tema del recupero di case e borghi di pregio è una delle priorità nelle scelte di programmazione territoriale della Provincia reggiana, che ha già operato in modo cospicuo su questo fronte e anche in futuro, partendo da queste riflessioni culturali, verranno realizzate azioni concrete di recupero e valorizzazione del nostro patrimonio.
Il documentario che verrà presentato a Reggio Emilia s’inserisce, dunque, in questo importante filone di ricerca approfondendo alcuni aspetti che legano strategicamente diverse realtà dal nord al sud dell’Italia: da Reggio Calabria a Piacenza da Matera alla Lombardia, passando per il Veneto, il Friuli, le Marche, l’Abruzzo e tante altre regioni italiane.
Alessandro Scillitani e Mirella Gazzotti, nel corso di più di un anno di lavoro, hanno viaggio in lungo e in largo per il nostro paese andando ad intervistare preziosi testimonial che hanno rilasciato il loro contributo sulle tematiche proposte. Si tratta di un preziosissimo lavoro di ricerca che si è mosso toccando diversi ambiti e discipline; sono stati intervistati, infatti, professori universitari, antropologi, scrittori, registi, attori, abitanti dei borghi storici, studenti, storici. Ognuno di loro ha dato il proprio contributo e un’importante chiave di lettura che sommandosi alle riprese video del regista ha fatto sì che il documentario si presenti come un prodotto complesso ed articolato. Le case abbandonate sono tante, nascoste. La loro esistenza è accompagnata da leggende, racconti, storie da raccogliere anche attraverso le immagini, tracce abbozzate, storie che scelgono di farsi scoprire, storie nascoste che devono essere inseguite con la curiosità e l’immaginifico stupore tipico dell’infanzia, storie che si dipanano come fili di Arianna.
Il documentario dà conto, dunque, di un’Italia invisibile ai grandi media e al grande pubblico, che però esiste, sopravvive giorno dopo giorno, rendendo l’Italia un paese ricco di straordinarie avventure umane e custode di un patrimonio storico, culturale, artistico unico al mondo.

