
Due attori in abito scuro: essenziali, intensi, commossi. Un sottofondo musicale e luci suggestive. Testi di Saviano che affrontano temi già presenti in Gomorra e raccontano, in modi diversi, il Sud e l’Italia di oggi: storie di ragazzini bruciati, schiavi di un destino già deciso, di donne impotenti soggiogate da leggi non scritte, ingiuste e generalizzate, racconti di adolescenti che lottano per non dover necessariamente a tutti i costi rimanere imprigionati nei ricatti della camorra, vicende di controinformazione, degenerazione. E ancora il fascino del denaro, il potere del male, quel modo di lottare titanico della gente semplice, nuda di fronte al nemico supremo, depredata e tuttavia indomita. Questo il contenuto di uno degli spettacoli più intensi della stagione, in cui Neri Marcorè e Eugenio Allegri prestano la loro voce e le loro doti di attori al servizio della libertà e della giustizia civile. Perché affrontare un testo di Saviano oggi, come spiegano i protagonisti, vuol dire non lasciarlo solo nella sua lotta, significa essere la sua voce e parlare per lui al grande pubblico. E’ un percorso attraverso una guerra, in una trincea di pietre e lampadine, che ci farà sentire tutti impotenti ma che saprà scuotere coscienze sopite e far nascere turbamenti profondi..

