
La discussione è stata molto intensa, vivace e interessante. “Il nostro Congresso – ha spiegato Cigarini – non dovrà essere solo una ricorrenza rituale ma l’occasione per riaffermare i nostri valori, rinnovare le nostre strategie, precisare il nostro ruolo, il nostro autonomo contributo a una diversa e più qualificata crescita del territorio e del Paese. Le riflessioni e gli studi, tutti di alto livello, contenuti nel libro, non sono quindi per Legacoop solo uno stimolo, ma anche una sfida. A cominciare – ha sottolineato il presidente di Legacoop ricordando recenti articoli sulla cooperazione – dalla lotta alle cooperative spurie, che sono un nemico della cooperazione, un tumore che va rimosso”.
La discussione, partendo dall’analisi economica, sociale e politica della situazione attuale, ha evidenziato come la cooperazione potrà giocare un grande ruolo in questa fase di crisi, ma specialmente di transizione. Ma questo ruolo – ne hanno convenuto tutti gli interventi – la cooperazione lo potrà giocare “attrezzandosi” meglio, sviluppando una propria cultura non subalterna all’impresa privata (Sapelli), dotandosi di strutture che possano “pensare” al cambiamento (Pombeni), adeguando e migliorando la “governance” delle imprese cooperative (Zattoni), contribuendo a ricostruire un patto tra il mondo del lavoro e le imprese (Muzzarelli). La grande importanza della molteplicità delle forme di impresa, il potenziale della cooperazione per costruire una società coesa, oggi più necessaria che mai, e un nuovo rapporto tra economia e morale: sono questi alcuni degli aspetti usciti dal dibattito. Ma è anche necessario un grande impegno della cooperazione, e di Legacoop, a cominciare dall’importanza di fare nuove cooperative. Il presidente Poletti ha da parte sua sottolineato come non si può più considerare la cooperazione il”pronto soccorso” per le crisi aziendali o per coprire i vuoti della pubblica amministrazione. La cooperazione è una forma societaria che può competere alla pari con le altre forme di impresa.
I relatori “esterni” hanno dato indicazioni precise, anche con franchezza, su come la cooperazione e Legacoop potranno essere protagonisti. E Legacoop, come ha detto il presidente Cigarini e come è nello spirito del libro “Cooperare per cambiare”, aprendo questa discussione ha già accettato gli stimoli a cambiare “cercando e trovando le risposte giuste alle sfide competitive che ci stanno di fronte e al bisogno di giustizia sociale che la storia della crisi di questi anni ci propone, mantenendo il nostro carattere distintivo”.

