
Competizione poi vinta dall’attuale segretario del Pd, Pierlugi Bersani. Piazza Trento e Trieste aveva aperto un fascicolo contro ignoti in cui era ipotizzato il reato di abuso d’ufficio.
Scrive il pm nella sua richiesta di archiviazione: ”L’operato dell’amministrazione è sicuramente censurabile sotto il profilo della efficacia e completezza del servizio offerto, laddove per ragioni esclusivamente politiche si è rinunciato ad avvalersi dell’apporto di un chirurgo che avrebbe potuto conferire maggior prestigio all’azienda e assicurare anche che attraverso tale collaborazione l’azienda stessa potesse offrire un servizio di elevata qualità e specializzazione”. Ma tali considerazioni, prosegue il magistrato, ”possono ricevere censura nello stesso settore nel quale sono originate, ossia quello politico-amministrativo in generale, senza però che tale condotta possa avere riflessi penalistici”.
Per il pm, infatti, ”benchè risulti chiaro che la brusca interruzione di una trattativa già arrivata a buon punto non avesse altra ragione che quella di non favorire un avversario politico della compagine evidentemente ritenuta di riferimento per l’amministrazione dell’azienda, non è ipotizzabile una condotta che abbia i connotati dell’abuso di ufficio”.
L’inchiesta era partita dopo che a Bologna erano giunti gli atti di un’indagine calabrese su altri temi.

