
Nel documento del Difensore civico, rileva Bignami, si evince una “ritardata e contraddittoria comunicazione ed informazione fornita (a proposito dei servizi mensa) da parte del Comune e di Solaris” ed anche “la non sufficientemente incisiva attività di direzione, vigilanza e controllo da parte del Comune sull’operato della società in house”. Il consigliere, visto che il Difensore civico richiama il Comune di Castel San Pietro Terme a “valutare l’opportunità di ricorrere a terzi tramite gara pubblica, ove risulti impossibile, da parte di Solaris, mantenere il costo del servizio in questione in linea con i prezzi di mercato”, chiede alla Giunta quali strumenti a livello regionale sussistano per garantire un pieno e corretto rispetto delle regole di concorrenza e di libertà di mercato, considerato che, come suesposto, i servizi erogati da “Solaris”, benché svolti in house, si presentano più onerosi di quelli erogati da soggetti privati (l’incremento delle tariffe si attesta nell’ordine di un più 30%). Bignami, infine chiede se la Regione intenda intervenire in merito alla vicenda al fine di ristabilire i corretti principi che presuppongono l’avvalimento di società in house e intenda sollecitare il ricorso a privati tramite gara pubblica, come l’esempio del Comune di Dozza, per trovare, fra le ampie possibilità che il mercato offre, la soluzione più opportuna per contenere i costi di un servizio di primaria importanza come quello della mensa.

