
Il federalismo fiscale, introducendo nuovamente una vecchia imposta soppressa oltre 20 anni fa partirebbe col piede sbagliato. In questo modo si eluderebbe completamente l’obiettivo iniziale, cioè quello di rendere più equa la tassazione e non di aumentarla. In un territorio come quello modenese il turismo potrebbe fornire un apporto importante allo sviluppo generale della nostra economia e non solo. “E’ per queste ragioni che occorre ogni sforzo proteso a sostenere il turismo,– tiene a precisare Daniele Cavazza, responsabile di Assoturismo, per Confesercenti Modena – E non a penalizzarlo, come invece accadrebbe con una tassa di questo tipo che, pur mancando da parte dei Comuni l’obbligo di introdurla, creerebbe comunque una forte disparità tra gli stessi”.
“Le imprese ricettive modenesi in questi ultimi anni hanno subito un continuo aumento di costi – prosegue Cavazza – pur mantenendo bassi i prezzi e incrementando le offerte e le promozioni. Se venisse introdotta un’ulteriore gabella sarebbe un danno per l’economia turistica già condizionata dalla bassa capacità di spesa dei consumatori. Senza contare inoltre che abbiamo un’IVA più alta rispetto ai nostri competitori europei. In questa fase economicamente difficile per tutti, c’è la necessità più di incentivi e di politiche adeguate alle reali esigenze degli operatori invece che di un ulteriore balzello che ne andrebbe a compromettere la competitività. In un periodo oltretutto, in cui calano le presenze e i fatturati delle imprese e in cui soprattutto sarebbe necessario riconquistare quote di turismo sia nazionale che internazionale”.

