
La banda operava attuando vere e proprie incursioni nel territorio alessandrino dove compiva razzie nelle abitazioni dei malcapitati. Alcuni episodi criminali sono stati compiuti anche in alcune province limitrofe sia del Piemonte che della Lombardia (Asti, Torino, Cuneo, Piacenza, Lodi, Reggio Emilia, Milano, Bergamo).
Sono state compiute numerose intercettazioni ambientali e telefoniche con le quali sono state documentate fitte comunicazioni gravemente indizianti, la cui chiave di lettura funge da collante alle ipotesi investigativa iniziale e ai futuri capi di imputazione da contestare ai responsabili. Sono stati anche eseguiti sequestri probatori di 24 veicoli provento di delitto, tutti di grossa cilindrata, impiegati per i raid serali e notturni dagli arrestati; Si stima che il valore complessivo depredato dal gruppo criminale sia sicuramente superiore ai 2 milioni di euro.
Contestualmente all’operazione che ha portato all’arresto degli albanesi, si è proceduto ad una serie di perquisizioni personali e locali con acquisizione di ulteriori elementi di riscontri per i reati in contestazione, nonché la sottoposizione a sequestro di ingente quantità di oggetti di verosimile provenienza delittuosa.

