
“La mancata visione del Tg3 dell’Emilia Romagna, sostituito in molti casi dal Tg3 Veneto, è un problema vecchio, che si trascina da anni, sul quale avevo chiesto di intervenire già nel 2007.
Oggi, con il digitale terrestre, sono stati replicati i disagi non risolti con il vecchio sistema l’analogico.
La Regione da anni conosceva la situazione e, anche su mia richiesta, si era impegnata a fotografare il problema in tutte le province attraverso l’organismo del Corecom. C’era stato inoltre l’impegno a mettere in campo azioni per risolverlo, anche di concerto con la Rai.
Trattandosi di un servizio pubblico, e dovendo tutelare gli emiliano romagnoli che pagano il canone la Regione aveva non solo il diritto ma anche il dovere e la competenza amministrativa per gestire la situazione.
Purtroppo questo impegno è rimasto solo sulla carta, e i disservizi che ne sono derivati vengono oggi scaricati ingiustamente sui cittadini obbligati, di tasca propria, a risolvere una situazione che la Regione attraverso incentivi o convenzioni con gli antennisti avrebbe dovuto risolvere prima dell’arrivo del digitale terrestre. Il tutto doveva poi essere accompagnato da una corretta informazione ai cittadini che la Regione Emilia Romagna poteva tranquillamente predisporre. Ecco la realtà.
Per questo ho chiesto nuovamente alla Regione, anche in collaborazione con la Rai, specifiche azioni di aiuto e sostegno tecnico ed informativo ai cittadini per garantire, a costo zero per i cittadini, la visione del TG3 regionale”.

