
E, ritornando ai tagli, “all’inizio della manovra mancavano 12 milioni di euro per minori trasferimenti da parte dello Stato. Tagliare 12 milioni – ha spiegato Pighi – avrebbe significato decine di posti in meno nelle strutture per anziani, centinaia in quelle per l’infanzia, significava chiudere biblioteche, tagliare i teatri e azzerare lo sport”. Per questo, l’Amministrazione ha impostato una manovra diversa basata su 4 milioni di tagli e 8 milioni di entrate. I tagli riguardano i contributi ad enti e associazioni (e a questo proposito il sindaco ha rivolto a tutti i volontari un appello “a resistere, a non far venir meno il prezioso contributo alla città”) e le spese per la qualità dei servizi, ma “il nostro non è e non deve diventare un welfare per pochi, questa città merita servizi all’altezza per tutti”, ha assicurato il sindaco. La riduzione delle spese riguarda anche la manutenzione del verde e del patrimonio comunale e le risorse per il lavoro, “perché di questo si tratta – ha sottolineato Pighi – quando si riducono le spese sugli investimenti e sulle forniture di servizi: significa tagliare posti, ridurre prestazioni e quindi contrarre le opportunità di lavoro”.
“Lotta senza quartiere” all’evasione dei pagamenti, moderata azione sulle tariffe e una richiesta di maggiore impegno da parte della Fondazione cassa di risparmio sono le leve su cui agiscono le entrate. “Così, malgrado, tutto abbiamo definito un monte investimenti di 40 milioni di euro”, ha afferma il primo cittadino che, in conclusione, ha annunciato il prossimo cantiere degli Stati generali, dedicato all’economia, e ha ricordato le priorità dell’Amministrazione: “i servizi alla persona, la manutenzione, la costruzione di nuove scuole e lo sviluppo della mobilità dolce”. Infine, per quanto riguarda l’urbanistica, l’impegno è a “creare le basi progettuali del prossimo piano strutturale comunale intorno al quale far crescere la città”.

