
I ticket imposti dal Governo “avrebbero causato un doppio danno: al Servizio sanitario regionale, perché una parte delle prestazioni sarebbero andate al privato, e ai cittadini e alle famiglie più deboli. Per questo – ha sottolineato Lusenti – abbiamo deciso di rimodularli partendo dalle legge che regola la compartecipazione, con riferimento ai redditi familiari lordi. I tempi imposti dal Governo ci hanno portato a utilizzare lo strumento più immediato, che è l’autocertificazione. Ma – ha aggiunto Lusenti – stiamo già lavorando per mettere a punto uno strumento che introduca ancora maggiore equità”.
Uno strumento già previsto e ribadito il 23 agosto scorso, quando la Regione ha siglato un’intesa con le organizzazioni sindacali e le associazioni del tavolo per l’imprenditoria sull’applicazione delle nuove modalità di contribuzione alla spesa per i soggetti non esenti. In quest’occasione, i firmatari si sono impegnati “a condividere un percorso per individuare strumenti più puntuali di valutazione della condizione economico-patrimoniale di ciascuna famiglia a cui fare riferimento per l’applicazione delle quote di partecipazione della spesa, partendo dallo strumento Isee”.
“Il nostro obiettivo – ha ribadito Lusenti – è tutelare i cittadini più deboli e le famiglie in difficoltà e piu’ numerose. Tutela di fronte a una misura sbagliata, imposta dal Governo. Per questo – ha aggiunto l’assessore – continuiamo e continueremo a lavorare per mettere a punto modalità più avanzate di valutazione del reddito, in modo da garantire sempre più equità, tenendo conto dei gravi e ormai universalmente riconosciuti limiti del sistema fiscale italiano. Ribadiamo comunque – ha concluso Lusenti – la nostra posizione, che è quella delle Regioni italiane: la scelta dei ticket è sbagliata, ed è per questo che abbiamo chiesto e chiediamo al Governo di superarli anche attraverso l’introduzione di una tassa sul consumo di tabacco”.

