
“Si riparta invece dalla riduzione strutturale delle vaste aree di sprechi che allineano nella spesa pubblica centrale e periferica; si riducano realmente i costi della politica, si definisca un nuovo assetto strutturale delle istituzioni decentrate, Provincie e Comuni, teso non solo a risparmiare risorse e a recuperare efficienza, nel rapporto con le imprese e i cittadini. L’aspetto fondamentale rimane la finalizzazione delle risorse risparmiate che debbono essere destinate alla modernizzazione del paese e alla riduzione della pressione fiscale, assicurando più sostegno alle imprese, all’occupazione e alla stabilità”.
È sonora inoltre la bocciatura dell’Associazione imprenditoriale riguardo l’aumento dell’IVA. “Una misura – sostiene Confesercenti – che ci trova ancora in netto disaccordo, riguarda l’aumento dell’IVA, per le conseguenze che questa scelta può provocare sui consumi già molto deboli, sul turismo e sulla crescita economica, oltre a determinare conseguenze negative anche sull’inflazione. Senza contare che, con la ‘Clausola di salvaguardia’, il Governo si riserva di ritoccare ulteriormente le altre aliquote IVA. A tutto ciò andranno ad aggiungersi i nuovi costi che le imprese e le famiglie dovranno sostenere per l’effetto dell’aumento della pressione fiscale a livello nazionale e locale. Riteniamo quindi non sia più rinviabile l’apertura di una nuova fase con Governo e Parlamento nelle scelte che riguardano il Paese; da costruirsi in modo equo e trasparente con il coinvolgimento ed il consenso delle parti sociali”.
“L’associazione – conclude Confesercenti – sta coinvolgendo la propria base associativa per esprimere il proprio giudizio sulla Manovra e sulle proposte alternative che riteniamo prioritarie per il Paese”.

