
Per Melotti l’unica preoccupazione in teoria potrebbe essere quella della sede di lavoro, anche se è difficile immaginare come la gestione di determinate funzioni, prime tra tutte le competenze in materia di viabilità ed edilizia scolastica, nonché i servizi per l’agricoltura, il lavoro e l’ambiente, possano rivelarsi efficienti senza una collocazione territoriale decentrata, quindi nel territorio modenese. «Anche su questo versante non dovrebbero esserci brutte sorprese, e comunque potrebbe esserci la possibilità di passare alle dipendenze dei Comuni modenesi, i cui organici saranno negli anni massacrati dal blocco del turn over. Certo – prosegue l’esponente Cisl Fp – i lavoratori chiedono chiarezza: occorre capire i tempi e i modi, senza buttare lì annunci che rischiano di demotivare il personale, che si sente trattato alla stregua di pedine da spostare. In linea di principio, senza entrate nel merito della discussione su quali siano le dimensioni territoriali più idonee per gestire determinate competenze, la Cisl è disponibile e aperta al confronto sul tema del riordino istituzionale e della razionalizzazione della pubblica amministrazione. Chiediamo solo – conclude Melotti – di essere coinvolti nella discussione».

