
“Allo stesso modo il governo non ha finora tenuto conto delle richieste unitarie del mondo agricolo che chiede l’apertura di uno specifico Tavolo per l’agricoltura- sottolinea il presidente Cia – in particolare per attuare politiche incisive volte alla promozione e alla difesa del ‘made in Italy’ di qualità, come leva competitiva del paese in grado di valorizzare il lavoro, il capitale e il territorio italiano”. L’unica risposta, giudicata dalla Cia “assurda” da parte del governo è stata la riduzione parziale delle agevolazioni fiscali riservate alle cooperative.
“Una misura che avrà effetti devastanti per l’intero settore – precisa Fini – soprattutto in campo agricolo, dove operano migliaia di imprese cooperative che svolgono un ruolo di grande rilevanza economica e sociale. Altrettanto penalizzante per il settore l’aumento dell’aliquota Iva al 21%. Infatti per la maggior parte delle imprese agricole – ricorda Fini – l’Iva pagata ai fornitori non è detraibile, pertanto l’incremento dell’aliquota determina un imprevisto aggravio dei costi aziendali. Ma non solo – conclude il presidente Cia – temiamo una contrazione dei consumi condizionato dall’incremento dei prezzi dei prodotti e dovuto all’imposta maggiorata di un punto percentuale”.

