
Sono poi conclusi anche i restauri, a cura del Laboratorio degli Angeli, del muro divisorio della chiesa e delle statue che lo coronano, raffiguranti l’Angelo annunziante e la Vergine Annunziata. Il muro in origine divideva, secondo la tradizione certosina, lo spazio del coro monastico da quello riservato ai conversi o al pubblico laico. Al centro era collocata una porta. All’inizio dell’Ottocento la parete venne allargata e la porta sostituita da un cancello. Rimangono ancora le decorazioni laterali con trofei di strumenti della Passione, le ricche decorazioni scultoree in stucco bianco e dorato, e le due statue dell’Angelo e della Vergine. I restauri potranno rappresentare un importante passo in avanti per la ricerca, permettendo di indagare da vicino materiali, tecniche e particolari esecutivi e di precisare attribuzioni e fasi esecutive.
Questi e altri restauri sono stati offerti ai Padri Passionisti, che reggono la chiesa, da privati, in memoria dei defunti delle loro famiglie.
Si è così creato una sorta di circolo virtuoso, che sostituisce all’antica committenza laica delle opere d’arte quella della loro, altrettanto costosa, conservazione.
I restauri sono stati seguiti da Armanda Pellicciari e Elena Rossoni della Soprintendenza ai Beni Storici Artistici e Etnoantropologici di Bologna.
Il prossimo 25 settembre, solennità di San Girolamo, Mons. Ernesto Vecchi, al termine della messa, benedirà e inaugurerà le tre opere appena restaurate.

