
I cinque indagati, tre modenesi e due reggiani, devono rispondere di danneggiamento aggravato. Dagli accertamenti, coordinati dal pm Luciano Padula e dal procuratore capo Giorgio Grandinetti, è emerso che i cinque avrebbero agito per l’astio dei due ex dipendenti nei confronti dei datori di lavoro perchè ritenevano iniqui i turni e le mansioni lavorative assegnate loro. A permettere di individuare i presunti responsabili sono state le intercettazioni telefoniche ed ambientali e le impronte raccolte sul luogo.
L’episodio aveva creato molto allarme perchè si temeva che il grave incidente fosse frutto di un sabotaggio, o di una minaccia in stampo mafioso o addirittura che si trattasse di un vero e proprio attentato e non invece, come hanno dimostrato le indagini, di una sorta di atto vandalico sfuggito di mano ai responsabili.

