
Premiato Massimiliano Panarari, giornalista e saggista reggiano, alla presenza del sindaco, della Preside della Facoltà di Scienze della comunicazione Giovanna Galli, e Benedetta Brevini, docente di Media Policy alla Brunel University di Londra e originaria di Casalgrande. Ospite d’onore, il direttore de Il Fatto quotidiano Antonio Padellaro.
“Molto spesso i giornalisti si dimenticano dei lettori nel proporre le notizie-ha dichiarato Padellaro nella sua riflessione sulla libertà d’informazione- ma ragionano in base ai loro interessi e alle loro specificità di professionisti. Tuttavia, la categoria dei giornalisti è diversificata e composita: i più conosciuti, che non necessariamente sono i migliori, i quali a volte non sono narratori di fatti ma portatori di ideologie; coloro che pur non firmando il giornale restano in redazione fino a sera per rendere il loro giornale un prodotto “artigianale” unico e di qualità; e infine coloro che in tante zone del Sud devono sfidare non tanto il potere economico o politico, ma la criminalità organizzata e le mafie. Ricordiamoci di tutti loro quando pensiamo a un sistema che per dare ossigeno al Paese deve potere contare sulla libertà, che in questi anni in Italia è venuta a mancare molto”. Nel corso della tavola rotonda, sono stati affrontati i temi quali l’importanza della professione giornalistica, il ruolo dei giovani e le difficoltà a inserirsi nel mondo del lavoro, l’attualità e le proteste di oggi.
Riferendosi alla proteste degli indignados, Padellaro ha dichiarato: “protestare, anche se sembra qualcosa di scomposto, è giusto. Questa generazione ha meno opportunità della precedente, anche se è importante non vittimizzarsi: al contrario, occorre darsi da fare perché un intero sistema cambi, anche, se necessario, scendendo in piazza, anziché rimanere passivamente con le mani in mano”.

Per il sindaco Rossi: “Il direttore artistico del Teatro, Fabrizio Abbati, ha pensato a un premio da intitolare alla memoria di Eliseo perché è stata una figura importantissima per Casalgrande e per tutto il distretto ceramico: ha lavorato con molti di noi, e per me è stato più di un portavoce, ma un consigliere e un amico. La sua grande professionalità viene ricordata oggi attraverso un premio che intende parlare di futuro e di speranza, in una fase delicatissima sul piano politico, economico e di grande crisi sociale e culturale del nostro paese. Una crisi alla quale non possiamo rispondere attraverso il disinnamoramento della politica o del giornalismo ma, al contrario, recuperando fiducia nel futuro. Una professionalità, quella di Eliseo, che deve essere di esempio per chi decide di intraprendere un percorso giornalistico: giornalismo inteso come narrazione della verità, senza piegarsi al volere dei poteri forti e consapevole della ricaduta che tale professione può avere nella costruzione della coscienza civica”.
Dopo la lettura di un messaggio della famiglia, presente in sala, di Eliseo, a Panarari è stato consegnato un monile rappresentante la chiocciola di Internet, simbolo del premio, e una pergamena con la seguente motivazione: “per essere riuscito ad affermarsi nell’attività editoriale e di docente e per essere diventato firma autorevole di importanti quotidiani, partendo dalle nostre terre e affermandosi con successo al di fuori dei confini emiliani raggiungendo una dimensione nazionale di grande spessore”. Dopo il successo di questa prima edizione, a pochi mesi dalla scomparsa di Baroni, l’obiettivo è quello di rendere il premio annuale e di destinarlo, tramite un bando di concorso, in collaborazione con l’Università di Modena e Reggio, a giovani esordienti nel campo del giornalismo, della comunicazione e dell’informazione multimediale.

