
In uno dei giorni più freddi dell’anno il cadavere di una donna viene rinvenuto in aperta campagna. Tragico e sorprendente destino per Cecilia Lampridis, tranquilla bibliotecaria di provincia dall’esistenza irreprensibile. Eppure fin da subito le tracce, macroscopiche, sembrano condurre dritto all’assassino: un giovane intellettuale dallo strano fascino, di cui la matura bibliotecaria si era innamorata nonostante la differenza di età.
Il commissario Lojacono è scettico: troppe le prove che costui avrebbe lasciato dietro di sé; troppe anche per un assassino sprovveduto.
Indagando, si trova invischiato in una trama di donne che, pur ignorandosi o odiandosi a vicenda, sembrano determinate a tenerlo lontano dalla verità.
Gioco di specchi e divertissement letterario, il romanzo si dipana fra le delusioni amorose di una bibliotecaria e la serenità coniugale precariamente ricostituita di un commissario di polizia, fra i due poli ugualmente provvisori della ricerca della felicità e della consapevolezza della solitudine che è in fondo a tutte le cose.
Elena Marmiroli nasce a Reggio Emilia nel 1955. Frequenta il liceo classico cittadino e, dopo la maturità, si trasferisce in Germania (a Muenster, nell’allora Repubblica Federale) dove studia Germanistica, Romanistica e Filosofia. Si laurea con lode e lavora alcuni anni come assistente presso l’Istituto di Filosofia dell’Università di Muenster in Vestfalia. Al suo rientro in Italia insegna tedesco e francese in diversi licei linguistici. Attualmente insegna lingue in un liceo cittadino. Ha pubblicato saggi critici sul Decadentismo francese, André Breton e Louise Labé.Vive a S.Polo d’Enza, suo paese d’origine. E’ divorziata e ha un figlio.

