
L’accordo concertato a Modena farebbe sì che, in sostanza, tutti i cittadini-consumatori possano trovare aperti in ogni domenica (anche ad agosto) e in diverse zone della città, almeno alcune medie e grandi strutture e piccoli negozi tradizionali. Il problema non si poneva per il Centro storico, dove è possibile aprire sempre, in quanto per quella zona Modena è classificata città d’arte.
Altra grossa novità è la flessibilità consentita per gli esercizi tradizionali e quelli non ricompresi nella turnazione preventivata. Questi dovranno indicare le loro otto festività scelte a inizio anno, ma potranno derogare autonomamente, comunicandolo per tempo, per due di queste otto. Se, per esempio, nel quartiere si svolge una festa o una sagra, o se decidono di fare una loro iniziativa di promozione, possono decidere di rinunciare a due delle otto prestabilite scambiandole con due date di loro maggior interesse.
L’ossatura della turnazione si fonda sui cosiddetti centri di vicinato (Conad, Sigma, Dimeglio, Unes, ecc.) che, dato il loro numero e la loro diffusione sul territorio, hanno concordato un calendario che è una vera e propria mappa di servizio.
“Tutte le componenti sono state attivate – spiega Pini – e hanno rinunciato a qualcosa in nome del bene comune e della realizzazione di ciò che fino a poco tempo addietro appariva come un sogno. E’ un bel gol dell’Amministrazione, grazie al dialogo costante con tutti i soggetti partecipanti al tavolo di concertazione. Così a Modena si persegue l’interesse della comunità attraverso la garanzia del servizio a tutti i cittadini-consumatori e con la salvaguardia dell’equilibrio del tessuto commerciale. Il precedente Governo con la sua circolare, invece, ostenta una liberalizzazione di facciata a vantaggio dei più forti. Il risultato potrebbe essere, ad esempio, di trovare tutti i negozi chiusi in agosto e la grande distribuzione potrebbe sempre aprire quando vuole”.

