
L’uomo dovrà sottoporsi per alcuni giorni a controlli quotidiani e poi a controlli ogni quindicinali per tre – quattro mesi. “Solo al termine di questo accurato follow-up sarà possibile valutare la risposta del tessuto corneale all’innesto di cellule staminali, e le eventuali ulteriori terapie che, in assenza di questo primo intervento, non sarebbero state sufficienti” ha spiegato il prof. Gian Maria Cavallini.
Ricordiamo che il paziente, che nel 1992 aveva subito la causticazione della cornea dell’occhio sinistro, è stato sottoposto a Modena all’impianto di cellule staminali prelevate dall’occhio sano e coltivate con una tecnica inventata dal team di ricercatori del Centro di Medicina Rigenerativa “Stefano Ferrari “dell’Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia. Per il recupero della funzione visiva, sarà da valutare il coinvolgimento di altre strutture oculari per associare altre terapie.

