
Il 18 dicembre al Vox di Nonantola con Erri De Luca
In occasione della giornata globale dei Diritti dei migranti il comitato modenese L’Italia sono anch’io organizza al Vox di Nonantola un pomeriggio dedicato al tema con lo scrittore Erri De Luca. Si inizia alle 16.00 con l’apertura musicale a cura del coro di donne migranti “le Chemin des femmes”, seguiranno i saluti di Pier Paolo Borsari, sindaco di Nonantola, e le testimonianze di ragazzi e ragazze migranti di seconda generazione. Concluderà lo scrittore napoletano. L’iniziativa è ad ingresso gratuito.
I dati
Le persone di origine straniera che vivono in Italia sono oggi circa 5 milioni[1], pari all’8 % della popolazione totale. Di questi un quinto circa sono bambini e bambine, ragazzi e ragazze nati in gran parte in Italia.
A Modena sono oltre 15.000 i bambini e ragazzi con cittadinanza non italiana iscritti nelle scuole modenesi nell’anno scolastico 2010-2011, pari al 15,3% dell’intera popolazione scolastica provinciale. Secondo i dati dell’Osservatorio Provinciale sull’immigrazione nel 2010 sono stati 33.270 i permessi di soggiorno per lunghe permanenze rilasciati (+371% rispetto ai 7.063 del 2004). Sul fronte della popolazione residente, con 27.154 cittadini stranieri Modena si colloca come terza città regionale in assoluto per presenza di cittadini non italiani, dopo Bologna (49.466) e Reggio Emilia (28.856).
Da questi dati e dall’articolo 3 della Costituzione che stabilisce il principio dell’uguaglianza tra le persone parte l’iniziativa nazionale “L’Italia sono anch’io” per i diritti di cittadinanza e il diritto di voto alle persone straniere.
Particolarmente importante la questione dei minori: si tratta di bambini e bambine nati in Italia, che studiano nel nostro paese, ne posseggono la lingua, le abitudini e ne condividono la cultura. Nonostante questo nei loro confronti l’Italia ha un comportamento strabico: invece di prendere atto del luogo di nascita e del futuro di questi bambini si guarda al luogo di nascita dei loro genitori lasciando che oltre il 20% degli adulti di domani sia costretto, al compimento dei 18 anni, a confrontarsi con una normativa sull’acquisizione della cittadinanza lunga, complicata e respingente. “L’Italia sono anche io” nasce per superare questa discriminazione tra bambini, per aggiornare i concetti di nazione e nazionalità sulla base del senso di appartenenza ad una comunità determinato da percorsi condivisi di studio, di lavoro e di vita, per chiedere una riforma complessiva delle leggi sulla cittadinanza e per riconoscere agli stranieri adulti residenti di potere partecipare alle elezioni amministrative come espressione di una co-responsabilità sulle scelte della città.

