
L’indagine
Già emersa nel periodo strettamente natalizio vigilia, Natale e Santo Stefano, la tendenza già registrata nel 2010 e cioè quella di una diffusa abitudine di magiare fuori casa, è stata riconfermata anche in occasione del 31 dicembre 2011. Complici, diversi fattori: la rinuncia di trascorrere le vacanze all’estero o in montagna, il desiderio di festeggiare insieme ai parenti o agli amici, ma anche chi sotto l’albero al posto del regalo ci ha infilato la cena di capodanno per sé e famiglia. Fiepet-Confesercenti Modena ha quindi posto sotto la lente una cinquantina di ristoranti – da quelli tradizionali a quelli più rinomati, passando per trattorie pizzerie ed enoteche – tra città e provincia, montagna e area nord comprese, al fine di monitorarne l’andamento nei termini di consumi e avventori in occasione dell’ultimo dell’anno.
Come è andata
Il numero di prenotazioni e presenze, se raffrontato al 2010 ed escludendo un 7% di interpellati che ha optato quest’anno per la chiusura, è risultato stabile e invariato quasi nel 40% dei casi, mentre segnala un aumento il 28% degli intervistati. Si tratta generalmente di locali che proponevano al formula del classico cenone a menù tradizionale – antipasto, tortellini in brodo, zampone e/o cotechino e lenticchie/purè, dolce, lambrusco e spumante brut per brindare alla mezzanotte – o leggermente rivisitato in chiave creativa, per una spesa media intorno ai 40 euro a persona . Diversi i locali che hanno segnalato il ‘tutto esaurito’ con prenotazioni ultimate qualche giorno prima di capodanno. Meno bene circa un 25%, anche se si tratta di flessioni lievi – taluni comunque parlano di sostanziale stabilità – quei ristoratori la cui offerta prevedeva il ‘menù a la carte’: la possibilità di poter scegliere le pietanze è piaciuta, ma i coperti sono stati in calo. Inoltre si segnalano consumi di prodotti pregiati, vini e champagne in particolare, molto più ridotti rispetto lo scorso anno. La media delle presenze si aggira invece introno alle 55 unità; tenuto conto di chi offre ‘solo’ 36 coperti e ha fatto il tutto esaurito e di chi ne ha fatti oltre 150 proponendo sia il cenone che la pizzeria. Va ricordato inoltre che tra tutti gli intervistati quasi nessuno proponeva l’intrattenimento musicale, al fine di contenere i costi.

