
“Ad oggi – ha ricordato Alberto Pighini, assessore ai servizi alla persona – le integrazioni al reddito fornite dagli ammortizzatori sociali, per chi ne ha diritto, non sono sufficienti a garantire il mantenimento delle proprie condizioni di vita così come, ancora più grave e preoccupante, è la condizione dei lavoratori che espulsi dal processo produttivo non dispongono di nessuna forma di integrazione al reddito. Il nostro è un investimento a favore della scuola e dell’educazione, perché riteniamo sia un impoverimento generale a danno della comunità togliere i bambini dai servizi scolastici comunali, scelta alla quale i genitori sono spesso costretti per mancanza del denaro necessario al pagamento dei servizi”. Il Comune ha dunque ritenuto di intervenire nella sospensione dei pagamenti di alcuni servizi per l’infanzia a favore di chi dimostra i requisiti espressi sopra, per favorire la frequenza ai servizi educativi e scolastici, indispensabili per i processi di socializzazione e di crescita relazionale affettiva e cognitiva dei bambini e degli alunni. Sarà poi compito dell’Istituzione dei Servizi Educativi e Scolastici trasmettere con cadenza bimensile al servizio finanziario del Comune il valore economico delle mancate entrate dovute all’applicazione delle misure, nel caso si rendessero necessari provvedimenti per eventuali variazioni di bilancio.

