
Al centro dello spettacolo sono la lingua, la musica e la cultura yiddish (un originale melange di tedesco, ebraico, polacco, russo, ucraino e romeno), la condizione universale dell’Ebreo errante, il suo essere senza patria. La serata avrà la forma classica del cabaret, alternando brani musicali e canti a storielle, aneddoti e citazioni. Ciò che rende particolarmente interessante lo spettacolo è il fatto di essere interamente dedicato a quella parte di cultura ebraica di cui lo yiddish è la lingua e il klezmer la musica. Tutto questo è ciò che Moni Ovadia chiama “il suono dell’ esilio, la musica della dispersione”: in una parola della diaspora.
La musica klezmer deriva dalle parole ebraiche Kley Zemer, che si riferiscono agli strumenti musicali (violino, archi in genere e clarinetto) con cui si suonava la musica tradizionale degli Ebrei dell’est europeo. Ci si diverte alle caricature, alle battute alle automaldicenze di cui sono cosparse le storielle; ma si passa, con naturalezza da brividi, dalla risata alla commozione, dallo stupore allo sgomento.
Con lo spettacolo di Ovadia, Soliera celebra la Giornata della Memoria, in ricordo della Shoah e delle leggi razziali. Sempre in questi giorni, tre solieresi fanno parte della comitiva del Viaggio della Memoria organizzato dalla Fondazione Fossoli, nei campi di Auschwitz e Birkenau, grazie ad un contributo stanziato dall’amministrazione comunale.
Prima e dopo lo spettacolo, gli spettatori sono ospitati in uno spazio lounge allestito presso il Castello Campori, con buffet gratuito e dj set a cura del Mattatoio Club di Carpi.
Informazioni e prenotazioni: 059.859665 – 347.3369820 www.artivivehabitat.it

