
I docenti sono stati 38, dodici dei quali chef eccellenti (tra loro lo stesso Massimo Bottura). «L’obiettivo del corso era formare figure tecnico-specialistiche altamente qualificate nel settore della ristorazione che contribuiscano alla diffusione della cultura, tipicità e tradizioni dell’enogastronomia regionale – spiega il direttore della Scuola Alberghiera di Serramazzoni, Giuseppe Schipano – Crediamo di averlo pienamente raggiunto. Gli allievi hanno acquisito competenze che favoriranno non solo la loro occupabilità, ma anche l’autoimprenditorialità».
Il corso, denominato Ifts (Istruzione e formazione tecnica superiore) è stato frutto di un’alleanza tra enti di formazione, scuole e università che, per la prima volta in Emilia-Romagna, hanno collaborato per formare professionisti della ristorazione. Sono partner del progetto l’Istituto statale di istruzione superiore agraria e alberghiera “G. Raineri – G. Marcora” di Piacenza (in rete con l’Ipssar G. Magnaghi di Salsomaggiore), l’Università Cattolica del Sacro Cuore sede di Piacenza – Facoltà di Agraria, il Centro di formazione Vittorio Tadini, Alma (Scuola internazionale di cucina italiana), La Faggiola di Gariga (Piacenza), l’Osteria Francescana di Massimo Bottura (Modena) e l’Antica Corte Pallavicina di Spigaroli Massimo e Luciano (Polesine Parmense).

