Mentre continua a nevicare in città, gli esperti dell’Osservatorio Geofisico del Dipartimento di Ingegneria dei Materiali e dell’Ambiente dell’Università degli studi di Modena e Reggio Emilia hanno misurato che nel capoluogo modenese l’altezza del manto nevoso ha già raggiunto oltre 40 cm. Considerazioni più dettagliate sulla intensità delle precipitazioni nevoso nelle varie giornate sono, invece, rinviate ai prossimi giorni, quando la situazione consentirà di trarre bilanci più definitivi.

Anche oggi le temperature si stanno mantenendo sotto 0°C. Presso il Campus universitario di Ingegneria, nella periferia cittadina dove ha sede una delle stazioni di rilevazione dell’Osservatorio universitario nella giornata di mercoledì 1 febbraio la colonnina del mercurio ha oscillato tra una minima di – 3.3°C ed una massima di – 2.1°C; oggi giovedì 2 febbraio la minima è stata di – 3.4°C mentre la massima ha raggiunto -1.7°C. “Non molto differente la situazione in centro città, dove – spiega l’esperto Luca Lombroso – anche qui le temperature restano al di sotto di 0°C. E questa è una delle altre anomalie di questa condizione meteorologica”.

La massa dell’aria fredda tuttavia – secondo gli esperti dell’Osservatorio Geofisico universitario di Modena – deve ancora arrivare e sta entrando proprio in queste ore. “Freddo a parte, – continua Luca Lombroso – sostanzialmente potrebbe nevicare (il condizionale in questo caso è d’obbligo) anche se non incessantemente, concedendoci qualche pausa, fino a domenica o forse perfino lunedì 6 febbraio”.

Previsione. Nella giornata di venerdì 3 febbraio il fenomeno nevoso dovrebbe concedersi una pausa, che sarà accompagnata da una possibile gelida schiarita, con i termometri che scenderanno intorno a valori glaciali. Sabato 4 febbraio, invece, pare probabile nuova “bella” – si fa per dire – nevicata, che anche in forma attenuata, potrebbe proseguire fino a domenica 5 febbraio.

Quando cesserà questa situazione e finirà il gelo? “Nell’ambito previsionale <utilizzabile> – dice Luca Lombroso – attualmente non è dato vedere la fine, per cui avremo temperature sempre sotto zero, giorno e notte, in tutto il modenese e reggiano almeno fino a martedì 7 o mercoledì 8 febbraio. Poi per quanto riguarda sia il tempo che le temperature dovremmo mantenere un giudizio di <prognosi riservata>”.

La causa meteorologica – a detta degli esperti – è da un lato l’anticiclone russo-finnico con massimo di elevatissima pressione, 1065 hPa, sulla Russia Bianca, che manda l’aria gelida continentale artica, dall’altro la conseguente depressione sul Tirreno “Julia”, un vero “ciclone nevoso” che nella giornata di sabato 4 febbraio potrebbe portare neve perfino al largo sul mare, sia sul Tirreno toccando le coste corse e sarde, che sull’Adriatico e, soprattutto, in Italia centrale, compreso Roma e naturalmente la nostra regione Emilia Romagna. “Con questa situazione – afferma Luca Lombroso – non è facile stimare la quantità di neve che c’è da attendersi. Al nord, comunque, sarà farinosa e quindi più voluminosa, mentre al centro-sud assisteremo a vere e proprie bufere temporalesche con neve accompagnate da tuoni e fulmini”.

Siamo, dunque, alle prese con una situazione meteo che la moderna frenetica società non può reggere. E, tuttavia, il meteorologo Luca Lombroso dell’Osservatorio Geofisico universitario di Modena rifiuta di definire la situazione di queste giornate “eccezionale”. “È un termine – chiarisce Luca Lombroso – che non uso più, perché in epoca di forti cambiamenti climatici può succedere di tutto. Ciò non significa assolutamente che l’evento di questi giorni vada correlato semplicisticamente ai cambiamenti climatici, ma è indubbio che siano proprio i cambiamenti climatici ad avere contribuito alla elevata temperatura del mare che ha portato all’intensificarsi del ciclone nevoso <Julia>. La sorpresa maggiore sta, forse, nell’intensità e nella estremizzazione delle perturbazioni nevose. E’ un’opinione e potrebbe essere anche solo una sensazione non dimostrata, ma sembra che nevichi meno frequentemente (finora non c’era stato praticamente inverno) e però, quando nevica, nevica più intensamente e copiosamente”.